
Bandi e Agevolazioni
08 aprile 2026
Buone notizie per le imprese che hanno effettuato investimenti 5.0 e presentato la domanda di accesso al credito di imposta dal 07 novembre 2025 in poi: i cosiddetti "esodati". Alle imprese interessate che, da Decreto Fiscale del 27 marzo 2026, parevano dover sottostare ad un pesantissimo taglio del credito di imposta atteso, sarà invece riconosciuta la quasi totalità del credito.
Vediamo insieme cosa è accaduto negli ultimi 10 giorni.
LA PRIMA VERSIONE DELLA MISURA: IL DECRETO FISCALE DEL 27 MARZO 2026
Le imprese "esodate" hanno di recente incassato un primo colpo fortemente penalizzante, seguito alle direttive del Decreto Fiscale, datato al 27 marzo 2026, che ha limitato solo al 35% il riconoscimento del credito 5.0 maturato .
Per di più, il provvedimento ha circoscritto l'agevolazione ai soli beni strumentali, escludendo gli investimenti in rinnovabili e in sistemi energetici. Magra consolazione: mantenuta l'ammissibilità delle spese di certificazione entro i 10.000 € di limite previsto.
LA RISPOSTA DELLE RAPPRESENTANZE IMPRENDITORIALI: L'INCONTRO DEL 1 APRILE 2026
A seguito delle forti contestazioni da parte del mondo produttivo e delle associazioni di categoria, il Governo ha riaperto il confronto nell'incontro del 1 aprile 2026 con le rappresentanze imprenditoriali.
Il risultato è stato un chiaro cambio di importazione: l'obiettivo dichiarato è stato quello di recuperare quasi integralmente il beneficio promesso alle imprese "esodate", dando continuità all'impegno assunto nella riunione del 20 novembre 2025, in cui era stato affermato che le domande validamente presentate avrebbero trovato piena copertura.
L'INTERVENTO DI CORREZIONE E LA BUONA NOTIZIA: IL DECRETO-LEGGE 42 DEL 3 APRILE 2026
Il provvedimento definisce l'impegno del Governo a soddisfare il 100% delle domande validamente pervenute per la parte relativa alle fonti rinnovabili (FER) e il 90% per la parte relativa ai beni strumentali strumentali e alla formazione. Un decisivo cambio di rotta dovuto a nuovi fondi stanziati per la Transizione 5.0.
In particolare, ai 2,7 miliardi di euro già stanziati per la misura verrà aggiunto l'intero fondo da 1,3 miliardi previsto in legge di bilancio, inizialmente destinato solo parzialmente (537 milioni) dal Decreto Fiscale.
A queste risorse, per un totale i 4,05 miliardi, si aggiungono ulteriori 200 milioni necessari a coprire integralmente la componente legata alle fonti rinnovabili (FER). La dotazione complessiva raggiunge così i 4,25 miliardi di euro avvicinandosi in modo sostanziale ai 4,40 miliardi necessari per la copertura completa della misura.
Si aggiungano a questi, come caldamente sottolineato dal Governo, 9,7 miliardi messi a disposizione con il Nuovo Iperammortamento 2026-2028 già in vigore (sebbene se ne attenda ancora il Decreto Attuativo, si veda pagina del sito), che restituisce un complessivo di quasi 14 miliardi di euro messi a disposizione delle imprese italiane.
IL MESSAGGIO PIU' IMPORTANTE PER LE AZIENDE
Questa vicenda lancia un segnale molto chiaro: non basta verificare l'ammissibilità tecnica dell'investimento, è fondamentale monitorare anche la tenuta normativa e finanziaria della misura.
Per le imprese questo significa una cosa precisa: quando si pianifica un investimento per il quale si richiederà un'agevolazione, occorre affiancare alla valutazione tecnica anche una lettura strategica del contesto normativo, per evitare sorprese su tempi, coperture e reale fruibilità del credito.